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Gli chef usano il termine “impiattamento” per descrivere la disposizione del cibo nel piatto. A prima vista, dedicare tempo all’impiattamento può sembrare una questione di pura vanità; si potrebbe pensare che il gusto del cibo non venga alterato dal modo in cui esso viene presentato sul piatto. E invece non è così, perché “il primo assaggio avviene sempre con gli occhi”. Da uno studio del Dipartimento di Psicologia della Montclair State University è emerso che presentando il cibo in maniera accurata alle persone sottoposte al test, queste erano più propense a dare valutazioni positive circa il sapore e l’accuratezza adoperata nella preparazione delle pietanze. È forse per questo motivo che gli chef dedicano molto tempo a studiare il modo migliore per presentare il cibo.

Ecco alcune cose da tenere a mente nell’impiattamento prima di una foto:

Se fotografate un alimento dall’aspetto piuttosto naturale (come un’insalata o una zuppa), un relativo disordine è ammesso. Ciò non significa che il cibo non debba essere ben sistemato. Ma potete ispirarvi a spettacoli della natura; ad esempio, a un colorato giardino in fiore, o a una foresta lussureggiante con alberi frondosi.

Se invece fotografate alimenti dall’aspetto meno “naturale” – come frullati arcobaleno o torte galaxy – la chiave sta nell’accuratezza del plating. Questo genere di cibo si affida ancor di più al bilanciamento dei colori e alla precisione delle linee, come accadrebbe per un dipinto, un disegno o una scultura.

Taglieri e tavoli da picnic possono conferire un aspetto piuttosto rustico e sono fantastici per presentare pietanze semplici, come panini e patatine fritte. I classici piatti bianchi mettono ancor più in risalto i cibi colorati. Il consiglio è quello di scegliere piatti che si sposino bene con l’estetica della pietanza e che ne valorizzino l’aspetto.

el fotografare il cibo, una buona luce è la chiave per enfatizzare texture e bilanciamento dei colori. Scegliere la giusta illuminazione significa anche stabilire quali caratteristiche della pietanza si vogliano evidenziare. Forse desiderate mostrare quanto sia succulenta una tagliata di manzo appena preparata? O volete evidenziare la texture unica di un formaggio perfettamente affettato? Ecco alcuni punti da tenere a mente per ottenere la luce migliore nelle vostre foto:

1. Luce laterale: Illuminare il cibo lateralmente è un buon modo per mettere in evidenza le ombre e i punti di luce delle texture di alcuni cibi, come il pane, la carne e il formaggio. È importante tenerlo presente, soprattutto quando si fotografano preparazioni che presentano più texture insieme, come sandwich e hamburger.

2. Attenzione alle ombre troppo definite: Va bene mettere in evidenza le texture del cibo, ma le ombre troppo nette possono risultare sgradevoli e poco invitanti. Se vi accorgete che il vostro scatto presenta ombre molto definite, cercate di regolare l’angolazione della luce o della fotocamera, per bilanciare le zone più scure e mostrare al meglio la texture del cibo.

3. Usate una luce morbida e soffusa: Le ombre troppo nette possono essere evitate usando una luce più soffusa. Dovendo scattare una foto con la luce naturale, è meglio farlo vicino ad una finestra durante una giornata nuvolosa. Per gli scatti in studio, è bene usare una superficie riflettente per diffondere la luce naturale o artificiale sul soggetto. 

4. Evitate l’illuminazione frontale: La luce frontale ha la tendenza a creare punti luminosi troppo definiti all’interno della foto, il che impedisce di creare il giusto contrasto per mettere in evidenza la texture dei cibi all’interno dell’immagine. E questo può far sembrare i piatti poco attraenti e gustosi.

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